MESSINA RICORDA MAZZULLO

 

Il Commissario Straordinario della Provincia Filippo Romano  ha concesso la proroga per la mostra dedicata all’artista Giuseppe Mazzullo, accogliendo le numerose richieste di appassionati d’arte e visitatori.  

Le opere dell’artista messinese esposte, gratuitamente, dal 16 dicembre al 22 dello stesso mese potranno essere ammirate sino al 31 gennaio, di mattina dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle 13:00 e il pomeriggio il martedì e il giovedì dalle 15:00 alle 17:00.

Gli estimatori potranno recarsi negli spaziosi locali della Galleria d’ Arte Moderna e Contemporanea “Lucio Barbera” di Messina e prendere visione dell’itinerario che i curatori Virginia Buda e Giuseppe Morgana hanno ricostruito per delineare la figura di Mazzullo, tenendo conto del suo poliedrico talento. Per l’occasione sono stati selezionati capolavori provenienti da collezioni pubbliche e private. Si tratta di 16 sculture, 16 disegni e una pregiata documentazione selezionata dall’Archivio Storico Giuseppe Mazzullo.                                                               

L’itinerario sintetizza e fotografa le sperimentazioni e l’evoluzione stilistica dell’artista. Sono esposte opere in bronzo degli anni ’30, in legno e terracotta degli anni ’40 e ’50, in pietra degli anni ’60 e, infine, le opere in granito e pietra lavica degli anni ’70 ed ’80.

Se nei ritratti in pietra sbozzata emerge la ricerca costante della realtà oggettiva, tuttavia non mancano testimonianze degli studi sul chiaroscuro, che furono il presupposto necessario per approdare al “vero a tutto tondo”. Tale conquista stilistica si concretizza proprio nell’opera in bronzo “La pazza” del 1932 che inaugura il percorso.

Non mancano opere che testimoniano la predilezione, da parte dell’autore, della tradizione scultorea  gotica  e quattrocentesca. Mentre nelle opere in bronzo degli anni ’40 si intuiscono l’ispirazione verista e il modello nervoso, che culminano nella conquista del volume e della luce. Nelle opere in legno e pietra, invece, Mazzullo ha impresso la sua visione spaziale e dinamica della figura umana. Nelle opere in granito e pietra lavica degli anni ’70 e ’80 l’autore ricerca l’impeto primitivo delle forme e – rifacendosi ai motivi della scultura assiro-babilonese ed egizia – reinterpreta i motivi della sua terra. Proprio da questa intuizione scaturisce l’opera “Trinacria”, stabilmente esposta nella galleria d’arte. Non mancano opere che testimoniano l’influenza di R. Guttuso, assiduo frequentatore – negli anni del dopoguerra – della casa romana di Mazzullo in via Sabazio insieme agli illustri R. Melli, C. Zavattini e a molti altri artisti del tempo. L’itinerario coglie persino i significativi passaggi dell’arte di Mazzullo che si sono snodati a partire dall’ispirazione impressionista, per procedere in direzione del neoespressionismo e del neocubismo. Il gradimento dei visitatoti è rivolto, soprattutto alla scultura in bronzo “La tuffatrice” del ’45, in cui l’autore cattura l’ eleganza formale del soggetto rappresentato.

Altrettanto accattivanti sono i cataloghi delle mostre dell’autore tenutesi a Parigi, Amburgo, Roma e Tokio, custoditi nelle teche al fianco delle sperimentazioni letterarie. Ivi sono contenute anche la raccolta de “I Canti di Leopardi” illustrati da Mazzullo e testimonianze delle collaborazioni fruttuose tra lo scultore e il premio Nobel Quasimodo.

La mostra su Mazzullo – che si inserisce nel programma della “Settimana Quasimodiana” e celebra il centenario dell’artista – è stata realizzata anche grazie alla sopraintendenza BB.CC.AA. di Messina, alla Fondazione Mazzullo di Taormina e all’Associazione Art Promotion e promossa dall’Ente Provincia Regionale di Messina.

                                                                                                                 Tiziana Santoro

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