LEGGE ELETTORALE: ME LA SPIEGHI COME SE AVESSI 12 ANNI?

 

di Domenica Aliberti

– E’ difficile stare dietro ai figli ormai, molto difficile. E’ una generazione attiva, stare dietro ai loro impegni è come fare da segretari ad un manager: scuola, sport, amici, iniziative culturali varie ed eventuali, ci vuole tempo ed energia.

E poi ci sono i compiti, perché a questi bambini, che non fanno le astine da parecchio tempo, vengono assegnati tanti e tali di quei compiti che lasciarli da soli diventa difficile secondo una certa categoria di genitori. Ci sono anche i genitori alternativi che li abbandonano al loro triste destino: affrontare la scuola da soli e portare in aula il frutto del proprio lavoro e non di mamma e papà.

Ma a volte anche i genitori più estremisti si trovano in difficoltà, ogni tanto capita di dover capitolare e sedersi col figlio con il libro davanti cercando di fare le veci dell’insegnante e spiegare ciò che i ragazzi non capiscono. Se il libro è quello di educazione civica (si chiama ancora così?) può essere più complicato, se il bambino/ragazzino è pensante può essere una tortura…

Questo il compito di oggi: spiegate ai vostri figli come nascono le leggi in Italia, chi le propone, chi le approva, ecc., insomma proprio tutto l’iter, certo un po’ semplificando e traducendo dal “giurisprudenzese” dove è possibile.

Il libro di testo riporta integralmente gli articoli della Costituzione che ci interessano, bene, partiamo da qui.

Costituzione Italiana, sezione II, titolo 2
Articolo 70:
“La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.”
Articolo 71:
L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale. Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.”

Figlio mio, cosa non capisci? Non è poi così complicato: la funzione legislativa, cioè il compito di fare le leggi che tutti (o quasi, no va bene mica posso confonderlo e fare polemica…), che tutti, dicevamo, ma proprio tutti devono rispettare, spetta alle Camere. Sai cosa sono le Camere? Bene. Anche i cittadini, o il popolo, possono proporre le leggi, basta che 50000 elettori si organizzino e preparino una proposta di legge.

Tutto qui. Che altro dire? Ti faccio un esempio così se la prof ti interroga fai pure bella figura. Devio un paio di minuti sottolineando il fatto che lui non segue tg, non legge giornali e che quindi non sa tante cose che dovrebbe cominciare a conoscere. Il figlio, come da copione, se è ben educato, annuisce per far finire prima la polemica, e io col cuore in pace (il mio dovere l’ho fatto), forse un po’ distratta, esordisco con: “Prendi ad esempio la legge elettorale di cui tanto si parla in questi giorni…”. Errore fatale! Me ne rendo conto, ma è tardi. Il dialogo che ne segue è agghiacciante:

-Chi la sta facendo? –

Annaspo… Beh… Matteo Renzi ha cominciato a elaborarla… E’ il nuovo segretario del partito che c’è al governo Renzi…

-Ma è in una delle due Camere?-

-Ehm… No. E’ sindaco di Firenze. Ma non è che la sta proprio facendo da solo. Ha cominciato ad incontrarsi con esponenti di altri partiti per giungere ad un’idea condivisa.-

Mi sento bene, ho risposto benissimo. “Idea condivisa” ci sta proprio bene! Forse finisce qui.

-Ah… E’ per questo che si è incontrato con Berlusconi? E lui in quale Camera è?-

Ma allora non è vero che dormi mentre seguiamo il tg a tavola?!

-Ah… Ecco… Quindi… In nessuna. Dovrebbe essere in galera ma ancora non è stato deciso come sconterà la pena mi pare…-

-Quindi che ruolo ha? Perché lui può decidere? Che senso ha?-

Se riuscite ad andare avanti in questa conversazione senza grandi difficoltà siete più bravi di me. Ho appena detto ad un futuro elettore che la legge elettorale la stanno elaborando il sindaco di Firenze che è segretario di un partito che non ha più neanche il Presidente  perché si è dimesso per contrasti con il segretario stesso, ed un pregiudicato quasi ottantenne noto più per il suo privato che per il resto, e che dovrebbe essere stato bandito dai pubblici uffici tra l’altro.
Lo ammetto, me ne vergogno.

Mi sa che d’ora in poi i compiti li fa da solo.

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