Il Movimento “Pinelli“ rioccupa l´ ex casa del portuale

Intervento telefonico di Ugo Mattei (giurista della Costituente dei Beni comuni) al Pala-Cultura di Messina per la ZTL del Teatro Pinelli Occupato: ” è molto importante che voi abbiate adesso un assessorato competente, qualcuno che davvero lavori perché le istituzioni del Municipio del Comune vadano in questo processo che è fondamentalmente destituente, nel senso che chiaramente le istituzioni del Pubblico devono farsi carico del fatto che l’anelito per i Beni Comuni vuole i suoi fatti, una sua autonomia, un suo modo di governare le cose che non è necessariamente legato alla rappresentanza, quindi è un atto di grande coraggio per un’amministrazione muoversi in questa direzione. Ed è anche, secondo me, un po’ una necessità di questa fase perché a fronte di amministrazioni che sono sempre più strangolate dalle logiche del neoliberismo, l’idea che le collettività riescano ad auto-organizzarsi e a mettere i beni a frutto e a farli generare, farli funzionare e produrre esperienze virtuose del governo dei Beni Comuni è assolutamente importantissimo.

Perciò siccome, come ad esempio l’esperienza di Napoli dove è davvero molto difficile ottenere questi risultati dalle giunte dei consigli comunali per mille ragioni, il fatto che questo sia e venga mantenuto da voi come una priorità è in questa fase davvero un po’ un unico nazionale e dovete assolutamente perseverare in questa direzione perché secondo me è il modello verso il quale necessariamente bisogna andare.
Ecco, la cosa che mi incuriosiva un po’ di questa questione di Messina è questa sorta di conflitto che sembrerebbe esserci tra l’amministrazione comunale e l’autorità statale, regionale che è andata allo sgombero perché è su questo che bisognerebbe aprire un’interlocuzione diretta molto forte da parte del Sindaco con le autorità che hanno provocato questo sgombero. Io credo che un sindaco deve cercare di far valere molto chiaro il fatto che sul suo territorio non devono succedere le cose che non siano condivise dalla sua amministrazione.
Io credo che il fatto che voi abbiate Renato Accorinti dalla vostra parte sia estremamente importante e che il rapporto tra Accorinti e il suo territorio, e le persone di Messina, debba necessariamente essere più forte rispetto all’autoritarismo di una prefettura che interpreta il suo ruolo in una visione napoleonica e fascista dello Stato. Esiste una Costituzione, esistono dei principi di devoluzione, esiste un principio di sussidiarietà, esistono dei principi europei di diritti di coesione territoriale che hanno valenza costituzionale e sono riconosciuti dal nostro diritto e che danno ragione al Sindaco in un conflitto con lo Stato nei confronti del governo dei Beni Comuni che devono comunque essere in prima battuta in funzione dell’esigenza della collettività del cui fine è responsabile. Quindi io credo che sia abusivo un comportamento di un prefetto che evoca a sé dei poteri centralizzati come se fossimo ancora all’età dello stato borbonico. Siamo oggi in una realtà europea in cui il principio di sussidiarietà è un principio costituzionale da “117” in avanti in cui le amministrazioni comunali hanno dei poteri molto importanti e in cui un prefetto che si muove in quel modo compie secondo me degli abusi di autorità che vanno perseguiti totalmente.
Quindi io, fossi in Accorinti, denuncerei il prefetto per un’attività che è totalmente in contrasto con quello che è l’ordine costituzionale vigente in Italia e in Europa. Non bisogna aver paura di rivendicare il fatto che il Sindaco di una realtà come quella di Messina che ha detto forte e chiaro di voler invertire la rotta, di voler andare in una direzione di governo dei Beni Comuni, di volersi impegnare in prima persona per uscire da sola con le proprie forze dal pantano in cui decenni di malaffare di mafia l’avevano ridotta, deve essere favorita dallo Stato e non contrastata. Allora questa cosa secondo me è forte perché è giusta. E quando si ha la forza della giustizia e la si unisce ai valori della Costituzione si vincono le battaglie.
Quindi io auguro a Renato che abbia forza e coraggio per battersi contro questi abusi, per sollevare la questione in tutte le sedi competenti e per rifiutare attraverso l’esercizio del dovere dell’esistenza delle magistrature inferiori secondo quella che era la vecchia tradizione del diritto intermedio, di portare avanti i diritti della sua cittadinanza rispetto a questa sorta di commissariamento assolutamente illegale che il governo centrale pone in essere in modo incostituzionale a Messina.
Quindi, mi raccomando: tenete duro e noi della costituente per i Beni Comuni vi staremo vicini e cercheremo tutti assieme di andare verso l’organizzazione di un sistema pubblico che finalmente si possa fare carico degli interessi di tutti e non soltanto di pochi potenti. E io vi ringrazio perché tutto quello che state facendo è un grande contributo alla civiltà nazionale in questo momento di grande tristezza generale.”

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