UNA TARGA MESSINESE PER IL BARDO

 

di Rosario Moscheo

“I Learn in this letter that don Pedro of

Arragon comes this night to Messina…

He hath an uncle here in Messina will be very

Much glad of it.”

“Questa lettera dice che Don Pedro D’Aragona

sara’ qui a Messina in serata…

Ha uno zio qui a Messina: sara’ contento di lui.”

William Shakespeare: “much Ado About Nothing.”

“Molto rumore per nulla.” Atto I. Scena I

 

 

Leggere questa nuova targa, in un sito fin troppo noto e affollato di targhe quale lo spazio retrostante alla cattedrale, è cosa che merita alcune considerazioni. Trovo, infatti, che piace e dispiace al tempo stesso: piace perché certamente pone l’accento su di un tópos arcinoto che testimonia talune fortune di Messina, nella prima età moderna, come luogo dell’immaginario poetico; piace meno o, a dir meglio, spiacerebbe su tutta la linea, perché sembra rispondere ad una convinzione tanto infondata, quanto dura a morire, invalsa da qualche tempo sulla stampa locale, che vuole affermare, oltre ogni evidenza contraria, le origini “messinesi” del Bardo più celebre che si conosca: William Shakespeare, per l’appunto. È in nome di tale “verità” che i proponenti hanno assediato la Commissione Toponomastica del Comune, per chiedere, come è vezzo abusato da parecchio tempo, l’intitolazione ad esso, ovvero al grande oriundo che avrebbe scelto di celebrare la propria patria di origine ambientandovi una delle sue più celebri commedie, di un qualunque frammento di piazza o largo al centro stesso della città.

Devo riconoscere che, di là delle discussioni che la proposta ha provocato, alla fine il buon senso sembra aver prevalso, orientandosi verso quella via di mezzo (non necessariamente un compromesso) che salva, per così dire, capra e cavoli. Va bene, cioè, ricordare anche in queste contrade il Bardo, come si ricorderebbe (o andrebbe ricordato) qualunque altro personaggio della cultura europea (e non soltanto europea) che abbia avuto idea di ricordare nelle sue opere Messina o la Sicilia, e va altrettanto bene, nella formulazione finale, non avere inteso, con le motivazioni su ricordate (le presunte origini messinesi di Shakespeare o Crollalanza), procedere su tali basi ad alcuna intitolazione di strada, largo, piazza o qualsivoglia altro sito in città.

Mancherebbe, invero, a completamento dell’operazione, una qualunque indicazione circa le fonti utilizzate, la particolare edizione da cui il brano è stato attinto e il traduttore, che non so quanto sia stato felice nel trasporlo in italiano: so bene che una targa non offre certo spazio bastante per tali dati, ma che nelle notizie di stampa che hanno segnalato l’evento, non si legga che il brano in questione sia stato tradotto da Masolino D’Amico, notissimo traduttore di testi shakespeariani, è veramente troppo.

Rosario Moscheo

 

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