L’ultimatum dei Forconi: “Entro il 21 stipendi più alti o tutto può accadere”

ferro

VERONA – Finita la tregua per le festività il movimento dei Forconi si rimette in marcia sulle autostrade e nelle piazze italiane. Senza più ‘marce su

Roma’, per evitare strumentalizzazioni, ma minacciando possibili occupazioni di Comuni e Prefetture. La linea del Coordinamento 9 Dicembre l’hanno lanciata oggi il siciliano Mariano Ferro ed il veneto Lucio Chiavegato, l’ala moderata del movimento che chiude in modo netto con l’ala dura rappresentata da Claudio Calvani di Latina, perchè – ha detto Ferro – “la linea del ‘tutti a casa’ non porta da nessuna parte”.

La fase 2 della protesta dei forconi verrà illustrata domenica in un incontro aperto alla stampa nel presidio del casello di Soave (Verona), fuori della A4, dove la tenda dei dimostranti non è mai stata smontata. “Vogliamo ripartire dai territori, dai rappresentanti dei tantissimi presidi di protesta, perchè andare a Roma costa troppo per i simpatizzanti già impoveriti dalla crisi e si presta a infiltrazioni di estremisti e violenti – ha affermato Ferro -. Stiamo pensando di occupare i Comuni e di fare dei presidi davanti alle prefetture. I sindaci devono decidere da che parte stare, se fare gli esattori in cui sono stati trasformati dal governo o stare con i cittadini”.

Intanto il Coordinamento ha svelato il succo del proprio piano di azione: un elenco di richieste immediate che Governo e Parlamento – hanno detto i due leader – hanno tempo per attuare fino al 21 gennaio 2014, e il cui mancato adempimento “legittimerà gli italiani a prendere qualsiasi iniziativa”.

Si parte con “la sospensione immediata delle procedure esecutive di Equitalia o di altri enti”; “l’istituzione immediata di un fondo di garanzia nazionale per tutte le aziende di tutti i settori produttivi in deroga a Basilea 2/3′; “l’aumento in busta paga per i dipendenti privati (300 euro) attraverso la defiscalizzazione degli oneri contributivi a carico dell’impresa”. Poi, ancora, “l’aumento delle pensioni minime e l’adeguamento delle pensioni di invalidità per garantire un tenore di vita dignitoso tramite il taglio delle pensioni d’oro e delle spese improduttive”; “la riduzione considerevole del costo del carburante per uso professionale (trasporti, agricolo, peschereccio) nonchè dei pedaggi autostradali”. Infine, “la tutela del made in Italy, con inasprimento severo delle sanzioni, includendo l’arresto, per chi pratica taroccamento in tutti i settori produttivi”.

Fonte: lasiciliaweb

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