“Tutti in piazza per cambiare musica”

Manifestazioni a Palermo, Messina e Catania contro i tagli del governo e della Regione. La protesta degli orchestrali con l’esibizione in strada. Pagliaro (Cgil): “Così facendo si dà il colpo di grazia ai giovani”

Sulle note di Stabat Mater di Pergolesi, è andata in scena a Palermola protesta dei musicisti dell’orchestra Sinfonica siciliana, del teatro Massimo e del Brass group contro i tagli del governo e della Regione alla Cultura. Centinaia di persone sono radunate in piazza Castelnuovo per la giornata di mobilitazione organizzata dai sindacati, che a gran voce chiedono a Stato e Regione di “cambiare musica” prevedendo nelle Leggi di stabilità maggiori risorse per sviluppo e lavoro, misure a sostegno delle famiglie e delle imprese e un abbattimento delle imposte.In piazza ci sono stand e bandiere di Cgil, Cisl e Uil e lavoratori arrivati da diverse province siciliane. “Chiediamo che il governo nazionale smetta di fare promesse, siamo in piena spirale recessiva, serve un segnale concreto insieme a un inversione di rotta o non usciamo fuori da questa situazione senza una riduzione delle tasse”, dice il segretario regionale della Uil Claudio Barone.A Messina è in corso un sit in in piazza Antonello con il segretario regionale della Cisl Maurizio Bernava, mentre a Cataniagli orchestrali del teatro Bellini si esibiranno nell’omonima piazza davanti al teatro con il segretario regionale della Cgil Michele Pagliaro.”Lo slogan che abbiamo scelto per la manifestazione di oggi  ‘È ora di cambiare musica’ vuole mettere in evidenza e dire basta a un percorso di continuo definanziamento della cultura, della scuola, della ricerca, dell’innovazione in atto nel Paese. Così facendo si rinuncia al futuro, si dà il colpo di grazia alle giovani generazioni”, ha detto Pagliaro.

“Oggi lanciamo un messaggio sia al governo nazionale che a quello regionale”, sottolinea Pagliaro. “Chiediamo l’introduzione di automatismi affinché le risorse ricavate dalla spending review, dalla lotta all’evasione fiscale, dalla tassazione delle rendite finanziare, vengano destinate ai lavoratori e ai pensionati”.

“Sono loro – dice – quelli che hanno pagato il prezzo della crisi, i tartassati: è arrivato il momento di dare valore al loro reddito e di diminuire le tasse. Ma chiediamo anche mettere in campo- afferma il segretario della Cgil Sicilia-  politiche di sviluppo, per rimettere in moto l’apparato produttivo. Un paese che svende le aziende pubbliche è un paese che non ha una proposta industriale”.

“È arrivato il momento di cambiare – sostiene Pagliaro – è il momento delle scelte per lo sviluppo e il lavoro: questo vogliono sottolineare  le manifestazioni di Catania, Palermo e Messina  e questo, lo ribadisco, è il messaggio che mandiamo sia al governo nazionale che a quello regionale”.

Fonte: lasiciliaweb

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