La candidatura di Fava in Sicilia è l’alternativa

di Citto Saija

Ormai, con la conferenza stampa di Di Pietro e Orlando, è certa la candidatura unitaria di Claudio Fava a presidente della Regione. Fava, la cui candidatura nasce all’esterno dei partiti, sarà sostenuto da Sel, Rifondazione comunista-Federazione della sinistra, Verdi, Italia dei Valori e pezzi di società civile. In questo momento Fava è la candidatura più spendibile e credibile della sinistra siciliana e può essere, come ha anche sostenuto giustamente Di Pietro, un primo segnale perché nel Paese si punti alla “costruzione di un’alleanza alternativa”.

In questo senso la Sicilia potrebbe costituire un primo laboratorio perché in Italia si crei una coalizione di alternativa radicale al moderatismo neoliberista del partito di Bersani e di Renzi, a cui Vendola, sbagliando, continua a fare l’occhiolino. Se poi le sinistre litigiose riuscissero a far nascere qualcosa di unitario come Siryza in Grecia, la strada verso un governo alternativo in Italia sarebbe spianata.

Sulla nascita, nell’immediato, di un partito unitario della sinistra radicale, pur volendolo, nutro qualche pessimismo. Il mio pessimismo deriva dal fatto che Vendola, arrampicandosi sugli specchi, continua a vedere l’interlocutore per il cambiamento nel Partito Democratico come attualmente appare e opera mentre, in Rifondazione comunista, il segretario Paolo Ferrero, pur avendo le idee chiare sul futuro della sinistra radicale italiana, viene condizionato, nella costruzione di tale sinistra, dalla palla al piede degli ex cossuttiani che non hanno la capacità politica di comprendere che un partito di nuova sinistra non può certo essere una copia del vecchio PCI con i suoi rituali terzinternazionalisti. In ogni caso, un cartello elettorale nazionale tra le sinistre radicali organizzate, le tante sinistre esistenti nella società civile e Italia dei Valori è possibile e in quest’ottica bisogna andare avanti.

Tornando alla Sicilia, la candidatura unitaria di Fava presuppone, come è ovvio, un programma comune molto concreto e preciso che, in futuro, se tutto andrà bene, dovrà continuamente essere sottoposto alla verifica degli elettori attraverso nuovi strumenti di democrazia partecipata e correggendo, come ho già scritto, l’attuale legge elettorale regionale profondamente antidemocratica. Vista la grande parcellizzazione del voto in Sicilia e l’imperversare della malattia mortale del sicilianismo sarebbe utile un’unica lista delle forze politiche che sostengono Fava soprattutto se vi sarà anche una lista del presidente.

Ci sarà lungimiranza nei ceti politici dirigenti dei partiti di sinistra? Ne discuteremo dopo il 28 ottobre.

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