Ricordiamo la grande Rosa

di Citto Saija

“Come ha scritto Lassalle: dire sempre e a voce alta ciò che è, è e rimane l’atto più rivoluzionario”.

Con queste parole incisive e profetiche, la grande Rosa Luxemburg, citando Ferdinand Lassalle ( fondatore, nel 1863 , dell’Associazione nazionale degli operai tedeschi e capo riconosciuto del socialismo in quel Paese ) , delineava l’dentikit del vero rivoluzionario.

Sono trascorsi 100 anni da quando, il 15 gennaio del 1919, dopo la sconfitta della insurrezione spartachista, Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht furono assassinati su mandato del governo “socialdemocratico” di destra di Ebert.

Cento anni sono trascorsi e la destra, sotto varie denominazioni, va risorgendo in Europa e nel mondo intero : da Trump a Bolsonaro fino ai nanetti del sovranismo e del populismo europeo e italiano.

Le mie riflessioni non vogliono essere una commemorazione, ma vogliono ricordare agli smemorati e a me stesso, la grande attualitĂ  del pensiero marxiano e del pensiero rivoluzionario della grande Rosa e dei suoi compagni spartachisti.

Rosa Luxemburg, ebrea di origine polacca, era stata definita da Lenin un’”aquila” perché “volava alto” e aveva una vista acuta, perché era una donna politica di grande intelligenza e levatura. Vera democratica, femminista ante litteram e pacifista militante.

Pur avendo fondato, con  Karl Liebknecht e Clara Zetkin, la frazione spartachista del Partito comunista tedesco, la grande Rosa aveva visto i limiti dell’insurrezione spartachista e l’assenza della coscienza di classe presente ancora nel proletariato della Germania di quel tempo, ma aveva anche compreso l’insignificanza della socialdemocrazia che oggi è sotto gli occhi di tutti : accettazione nei fatti del capitalismo ed oggi del distruttivo neoliberismo.

Il pensiero della Luxemburg è oggi vivo e attuale e continua a “volare alto” perché le sue profezie si sono avverate; i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, le donne vengono stuprate e assassinate, le guerre “a pezzi, secondo l’indovinata definizione di papa Francesco, sono presenti in tutto il mondo.

Il socialismo e il comunismo della grande Rosa sono attuali perché si fondano sulla democrazia autentica e sul libertarismo. In un’era in cui la democrazia è a rischio e prevalgono nazionalismi e bonapartismo, la donna assassinata 100 anni fa, costituisce anche oggi , per le giovani generazioni , un faro luminoso per un’azione politica che metta in discussione lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo ad opera del capitalismo neoliberista.

La critica dell’economia politica marxiana, vissuta a voce alta, fino al martirio, da Rosa Luxemburg, è da riprendere e praticare nella lotta per un nuovo mondo possibile.

E’ questo il momento di riprendere, nella società “liquida” , la “bandiera” del pensiero forte: pensiero e azione politica che vanno coniugati in maniera diversa rispetto al passato.

La ripresa dell’autentico pensiero marxiano ( al di là degli errori e dei guasti storici dei vari marxismi e comunismi ) dovrà anche trovare dei momenti di incontro e di azione comune con il calore ispiratore dell’autentica rivoluzione cristiana.

Il pensiero forte, ripeto, è all’ordine del giorno e bisogna muoversi subito prima che sia troppo tardi. L’utopia concreta  del filosofo Ernst Bloch è possibile.

Le sciocchezzuole e i pannolini caldi dei politicanti nostrani fanno ridere i polli.

Gli sfruttati e i proletari di ogni tipo ( oggi sono tanti i proletariati! ), possono sconfiggere i ciarlatani di ogni genere.

Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht sono, per chi scrive , santi e martiri “laici” come Bonhoeffer, don Puglisi e San Romero d’America sono santi e martiri cristiani e Gandhi , come ha scritto don Milani , è santo di religione indù.

I santi sono certo esempi da imitare e ad essi bisogna guardare per la costruzione di un nuovo mondo.

A cento anni dalla testimonianza di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, pur nella sconfitta della morte, il sogno del socialismo non è finito.

Soltanto guardando a questi grandi esempi e all’azione continua e sconosciuta della maggioranza dei popoli e degli esseri umani sfruttati e “scartati”, è possibile ricostruire nel mondo, in Europa, in Italia e a Messina una sinistra ( parola nobile e sempre valida ) degna di questo nome.

Il 15 gennaio 2019 la grande Rosa è viva più che mai.

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Un commento a "Ricordiamo la grande Rosa"

  1. domenico stimolo ha detto:

    Grazie, Citto. Intervento lucido, che guarda all’oggi e al domani
    domenico stimolo

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