Il genocidio “a pezzi” degli africani

di Citto Saija

Papa Francesco è l’unico “uomo politico”, cioè l’unico leader mondiale, sia pure religioso, ad avere evidenziato la “guerra a pezzi” in atto nell’intero pianeta.

Usando la definizione di papa Francesco, potremmo anche parlare di “genocidio a pezzi” degli africani.

Nel piccolo di questo giornale vorrei rispondere all’accorato appello lanciato ai giornalisti dal missionario comboniano padre Alex Zanotelli.

Padre Zanotelli, profondo conoscitore dell’Africa, invita tutti i giornalisti a far passare quotidianamente, sui vari organi di stampa, qualche notizia sui “drammi che tanti popoli africani stanno vivendo”.

Zanotelli, oltre che prete e missionario è anche giornalista, e usa la penna e il computer per sollecitare giornalisti e cittadini a parlare di un Continente in cui si muore di fame e di violenza.

Un Continente che è stato stuprato e violentato dal vecchio colonialismo ed oggi dal neocolonialismo con buona pace di babbo Salvini e del giovane Gigino.

Il missionario comboniano, nel suo appello, ci ricorda la situazione del Sud Sudan con gente che muore e scappa e con 300 mila morti e milioni di persone in fuga che spesso vanno a finire nella pancia dei pesci nel nostro Mediterraneo che è diventato un grande e immenso cimitero sommerso; ma anche la dittatura del vecchio Sudan ( in tempi lontani Sudan anglo-egiziano ).

Ma ancora i grandi drammi delle due ex colonie italiane che sono la Somalia e l’Eritrea, e la Repubblica centroafricana e il Congo e il Niger e il Ciad e il Mali e la grande Nigeria.

E cosa dire, di fronte alle coste siciliane, dei campi di detenzione e di tortura della Libia e delle bande armate che scorazzano in quest’altra ex colonia italiana? Della Libia non democratica alla quale papà Salvini vorrebbe affidare i migranti che scappano proprio da quell’inferno e dall’inferno di altri paesi africani?

Il governo italiano del leghista Salvini e del pentastellato Di Maio non si fa complice del razzismo e del genocidio degli africani?

Perché, gridiamolo a gran voce, nel Mediterraneo si sta consumando un “genocidio a pezzi” dei popoli africani.

Gli italiani, anche quelli che in questo momento si trovano sulle spiagge, devono sapere che un continente ricco viene quotidianamente sfruttato dal neocolonialismo e dall’occidente sfruttatore e truffatore, mentre i popoli africani vivono in miseria e trucidati e poi fatti affogare nel mar Mediterraneo mentre cercano di raggiungere l’opulenta ( si fa per dire ) e indifferente Europa.

I morti in mare sono le vittime di questo genocidio la cui responsabilità ricade sui governi europei compreso quello italiano.

Certamente un giorno dei tribunali internazionali giudicheranno questi veri e propri crimini contro l’umanità.

Il ministro Salvini vieta l’ingresso nei nostri porti ( con la complicità del “presidente” Conte e del grillino Toninelli ) alle ONG che salvano vite umane e vuole estendere il divieto verso qualsiasi nave che salva naufraghi.

Vuole ridurre inoltre il numero delle protezioni umanitarie, con una semplice circolare ai prefetti, violando la Costituzione.

In Parlamento non si nota alcuna seria opposizione né da parte di chi dovrebbe far rispettare la Carta costituzionale vengono parole forti, se non qualche incontro definito “ cordiale”.

Come ci ricorda Alessandro Dal Lago sul quotidiano “Il Manifesto” del 6 luglio, la circolare Salvini sulla “stretta” sui permessi umanitari può essere definita razzista.

Le dichiarazioni quotidiane di vari esponenti di governo sul “pericolo” dei migranti, alimentano la paura degli sprovveduti e dei creduloni e diffondono un “razzismo di governo” che sta trasformando una grande democrazia in una “Repubblichina delle banane” con dei dittatorelli o “capi politici” senza cultura politica e che ignorano i problemi complessi del mondo contemporaneo.

Ben vengano quindi le tantissime magliette rosse ( tra l’altro il rosso è il colore di tutte le lotte di liberazione ), anzi sarebbe opportuno creare una grande “ ondata di umanità “ esponendo tante bandiere rosse finché il governicchio di destra ritiri gli assurdi blocchi alle ONG e a chi salva naufraghi in mare.

Il genocidio degli africani è sotto gli occhi di tutti e bisogna svegliarsi perché, come ha detto papa Francesco in questi giorni, “l’indifferenza uccide”.

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