ACIT Messina presenta la vecchia e nuova emigrazione nel cinema tra Germania e Italia

di Dominga Carrubba

«L’indifferenza è inferno senza fiamme, / ricordalo scegliendo fra mille tinte / il tuo fatale grigio.

Se il mondo è senza senso / tua solo è la colpa: aspetta la tua impronta / questa palla di cera.» (Maria Luisa Spaziani, L’indifferenza)

 Venerdì 05 maggio presso la Multisala Apollo si è dato il primo ciak alla manifestazione “Nahe, Fremde: Geschichten. Gemälde der neuen und alten Migration – Vicini, stranieri: storie. Un affresco della nuova e vecchia emigrazione” proposta dall’Associazione Culturale Italo -Tedesca (ACIT) di Messina, presieduta dalla prof.ssa Antonia Gasparro, in collaborazione con il Goethe Institut, che si inserisce nel quadro della rassegna di film, giĂ  presentati dall’Istituto Culturale “Hollywood è lontana – Film, storie e protagonisti sotto il cielo europeo” e parte del progetto “Reciproche visioni”.

Hollywood è lontana perché il cantiere dei sogni hollywoodiani è lontano dal Mediterraneo traversato dalle migrazioni dello sterminio del terzo millennio, laddove le persone vessate da guerre truci smettono di essere persone nel rinunciare al proprio paese e lavoro, alla propria famiglia e aspirazioni, alla propria dignità che nei sopravvissuti rimane avvolta in coperte isotermiche e nei meno fortunati depauperata persino dell’identità.

Il divismo hollywoodiano stride con le violenze abusate sui corpi e le aspettative disattese nell’anima di ciascuno che rimane un protagonista inconsapevole della storia, che il cinema racconta con le immagini e documenta con i fatti, coniugando l’emozione alla riflessione.

Il leitmotiv del progetto presentato dall’ACIT di Messina rimanda alla riflessione in chiave cinematografica, condotta da registi tedeschi di origine straniera, rappresentando l’ambivalenza dell’attuale contesto sociale, che può rimanere stretto nella morsa di barriere in filo spinato ai confini di Paesi vicini e al tempo stesso stranieri, non riconoscendo la potenziale ricchezza connaturata all’integrazione multietnica.

Da qui la selezione di quattro pellicole, realizzate tra il 2010 e il 2013, del ciclo Hollywood è lontana, con sottotitoli in italiano, che rientrano nel genere del dramma, della commedia e del documentario, mettendo in scena il mondo in tempo reale, alla maniera del neorealismo del cinema italiano nel secondo dopoguerra.

Di certo il sentimento che accomuna i disagi della vecchia e nuova emigrazione resta l’indifferenza, che chiude le porte e volta le spalle, che ritira la mano da porgere e alza i toni del silenzio sulle grida di aiuto.

E` proprio l’indifferenza, che uccide per la seconda volta Rashid, protagonista della storia del cortometraggio omonimo, per la regia del messinese Giampiero Cicciò, che ha aperto la manifestazione. Rashid è il giovane maghrebino che, colpito da malore, annega nelle acque dello Stretto nel luglio 2013, rimanendo sulla spiaggia per diverse ore, annegando una seconda volta ma nell’indifferenza dei bagnanti.

Shebakia Shebakia Shebakia sono i biscotti maghrebini che il giovane Rashid ricorda, però quando già si trova al di là dell’orizzonte umano, laddove il ricordo diventa un sogno, e il sogno è l’unica realtà oltre la vita.

Cinema come linguaggio da interpretare ed elaborare: è questo il messaggio che si vorrà trasmettere alle scolaresche partecipanti alla prossima proiezione, con il film “Weil ich schöner bin” di Frieder Schlaich, programmato per venerdì 12 maggio, alle ore 9,30.

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