Christian Hess: Messina tra terra e sogno al Palazzo dei Leoni

Christian Hess, Arcobaleno, olio su tela, Capo Faro, 1930, coll.privata

Di lĂ  del mare
la rocca di Scilla
luminosa ed aspra;
qui del Peloro
la terra tiepida e dolce
dopo il mezzogiorno […]

(Arcobaleno di Nuccio Cinquegrani,

in Pitture come poesie,

Armando Siciliano Editore, 2003)

di Dominga Carrubba

Eravamo rimasti al Parco Horcynus Orca affacciato sulla Laguna salmastra di Capo Peloro, laddove «la terra tiepida e dolce dopo il mezzogiorno» guarda «la rocca di Scilla», i luoghi delle due Sicilie al di qua e di là dal Faro, sotto il segno del romanzo di Stefano D’Arrigo, l’Horcynus Orca che trova la sua prima traduzione dopo quarant’anni, proprio nel 2015 con Moshe Kahn, ospite nella 2 giorni promossa dall’Associazione Culturale Italo-Tedesca di Messina dal 4 al 5 dicembre scorsi.

E`l’Arcobaleno dello Stretto che appare come silente protagonista dell’attività culturale ideata dalla prof.ssa Antonia Gasparro, presidente dell’Associazione Culturale Italo-Tedesca messinese, quando viene varcato da Rosario Tedesco, su incarico del Goethe-Institut nel proporre il Grand Tour di Goethe negli scenari socio-digitali di oggi, rivelandosi regista e camminatore ispirato da un antico viaggio da rievocare in chiave morale; quando «Ndrja Cambrìa arrivò al paese delle Femmine, sui mari dello scill’e cariddi» in Horcynus Orca concepito dalla fantasia omerica di Stefano D’Arrigo e scoperto da Moshe Kahn nel suggerire eguali emozioni prima che nel tradurlo in lingua tedesca; quando, infine, quello stesso arcobaleno, dove la nostalgia s’alterna alla speranza, si stende sulla tela dipinta da Christian Hess nel 1930 a Messina.

La regia, la narrazione e la pittura sono le voci della forza creativa dell’artista evocata dall’ACIT di Messina nell’attivitĂ  2015, così proseguendo il progetto ispiratore dell’Associazione stessa nella ricerca e rivalutazione della «Memoria Territoriale e dell’IdentitĂ  interculturale della città» – come ricorda la prof.ssa Gasparro – sulle tracce di un viaggio a ritroso, giĂ  da quando Messina si annoverava fra le “brillanti seconde” – così cita il dott. Filippo Romano, Commissario della CittĂ  Metropolitana di Messina, in occasione dell’inaugurazione della Mostra Christian Hess: Messina tra Terra e Sogno”, tenutasi lo scorso 15 dicembre presso il Salone degli Specchi di Palazzo dei Leoni,  aperta fino al 31 dicembre 2015.

Christian Hess, Messina, olio su tela, Messina, 1937, CittĂ  Metropolitana di Messina

Quello stesso Palazzo che ospita da immemore tempo la tela “Messina”, che Hess realizzò nel 1937, e che a sua volta riporta nel retro un altro dipinto raffigurante un vaso di fiori, quello stesso Palazzo dei Leoni la cui prima pietra fu posta il 1° marzo 1915 e a distanza di 100 anni accoglie, per la prima volta a Messina, nella ricorrenza dei 120 anni dalla nascita, la mostra di Christian Hess, portavoce del contesto europeo, che nella forza creativa dell’arte trova la forma di un linguaggio che fa da ponte di opposti lidi, alla stessa maniera di un arcobaleno sui mari dello scill’e cariddi .

La Personale di pittura è stata promossa dall’ACIT di Messina con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri Tedesco, con il Patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania a Roma, della Commissione Europea, Rappresentanza in Italia, della Città Metropolitana di Messina e in collaborazione con il Goethe-Institut, l’Associazione Culturale Christian Hess e la Fondazione Bonino Pulejo.

Chi era Christian Hess? E` nato a Bolzano il 24 dicembre 1895, al numero 72 di via dei Portici, da un impiegato originario del WĂĽttemberg e dall’austriaca Rosa Mayer. Ha imparato a disdegnare la violenza durante la Prima Guerra Mondiale, ha scoperto i colori dei paesaggi siciliani e l’incanto dello Stretto di Messina nel 1925 per incontrare la sorella Emma, ha aderito nel 1929 al Movimento d’Avanguardia Juryfreie ovvero al Movimento di giovani artisti monacensi “senza giuria”, che esponevano nei locali allestiti all’angolo della Prinzregentstrasse, era il pittore della Neue Sachlichkeit, la Nuova OggettivitĂ  che si distingueva come quel Movimento artistico nato in Germania alla fine della Prima Guerra Mondiale in opposizione all’Espressionismo, perchĂ© narrava la realtĂ , ma nel contempo infondeva alla visione realista l’alone emotivo.

Christian Hess, L'indovino, olio su tela, Messina, 1933, coll.privata

Realismo ed emozione rimangono i componenti ispiratori che traspaiono dai 13 olii e dai 6 acquerelli scelti per la mostra “Messina tra terra e sogno”, ricadenti nel periodo 1925 – 37 trascorso in alternanza a Messina, non di rado in esilio culturale a seguito di una Juryfreie ammutita e della Neue Sachlichkeit condannata dal Nazismo.

La mostra appare come un diario allegorico con il classicheggiante Nettuno che s’impone innanzi ai ferry boat, con il vigore dell’Uliveto con le donne austere nella semplicità del lavoro dai contorni frastagliati di contro alla geometria del casale, con la rigogliosa agave che fa da cornice, con la biografia narrata dal pittore in retrospettiva nella tela L’Indovino, che non a caso indossa la maglietta bianca a strisce rosse degli artisti Juryfreie e dove il carretto siciliano è forse messaggero di un esilio ristoratore, con la dignità delle donne nel guardare il mare che di messe abbondante è la fonte naturale e ancora coi colori sfumati di un paesaggio talora surrealista come in Donne di Messina, caratterizzato da forme che sembrano sovrapporsi nella realtà bene ordinata dalla ragione su terra e poi confusa nello sporgersi dalla finestra di un sogno, traslato a Messina che si lascia o vi si torna come Christian Hesse in Autoritratto sulla barca.

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