La 50.a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro

di Francesco Saija

La Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, giunta alla 50° edizione, è certamente uno dei più antichi e qualificati Festival cinematografici italiani.

La Mostra 2014 è iniziata il 23 giugno e si concluderà domenica 29 giugno.

Quest’anno il 28° Evento speciale è proprio dedicato ai 50 anni di vita del Festival e intende fare una riflessione sul cinema che in 5° anni è arrivato sulla riviera adriatica facendo di Pesaro uno dei luoghi più rappresentativi del nuovo cinema mondiale.

Naturalmente il cinema si festeggia con il cinema e quindi una retrospettiva delle più importanti opere che negli anni sono arrivate a Pesaro, una tavola rotonda e un omaggio allo storico del cinema Lino Micciché che, insieme con lo studioso di cinema Bruno Torri, ha fondato, nel lontano 1965, la Mostra cinematografica Pesarese.

Personalmente ho partecipato, dall’inizio degli anni ’70, al prestigioso Festival e purtroppo, per vari motivi, lo scorso anno e quest’anno non mi è stato possibile partecipare.

Per la retrospettiva, in questi giorni è stato possibile vedere a Pesaro ben quindici film in edizione originale scelti tra le opere più rappresentative presentate durante le prime dieci edizioni della Mostra.

I miei ricordi vanno ad alcuni film che hanno segnato la mia personale cultura cinematografica: la bellissima retrospettiva sul cinema egiziano del periodo nasseriano che mi ha spinto a recarmi in Egitto per studiare la meravigliosa lingua araba e per conoscere da vicino il cinema di quel Paese; il nuovo cinema brasiliano di Glauber Rocha con i suoi capolavori “Il dio nero e il diavolo biondo” ( 1964 ) e “Antonio das Mortes” ( 1969 ) e la possibilità che ho avuto di incontrare di persona il grande regista brasiliano; i film “Made in USA” di Godard e “Notte e nebbia del Giappone” ( 1960 ), capolavoro del grande regista Nagisa Oshima; “Memorias del subdesarrollo” 1968 ) del cubano Tomas Gutierrez Alea, autore anche di “Fragola e cioccolato” ( 1993 ) e “Guantanamera” ( 1995).

La Mostra pesarese è certo un grande evento culturalr e non una effimera iniziativa mondana e quindi non poteva mancare, per i 50 anni, una tavola rotonda, curata da Bruno Torri, poprio sul nuovo cinema tra passato, presente e futuro.

L’omaggio alla memoria di Lino Micciché, che è stato direttore artistico per ben 25 anni, ha previsto la presentazione di cinque documentari da lui realizzati ( mi piace ricordare l’unico suo lungometraggio di ben 112 minuti “Allarmi, siam fascisti” che certo nel suo genere può essere considerato un classico ) e una scelta delle sue apparizioni televisive. Viene presentato anche un recente documentario di Francesco Micciché dal titolo “Lino Miccché, mio padre. Una visione del mondo”.

Un altro momento importante della Mostra del cinquantenario è dedicato al cinema sperimentale-narrativo americano. Una panoramica con più di trenta opere che ha mostrato al pubblico e ai tanti appassionati di cinema, una realtà in grande movimento.

I film in concorso, che saranno giudicati da una giuria professionale e da una di giovani studenti, rappresentano una panoramica significativa del nuovo cinema mondiale.

Fra i titoli presentati: il film indiano “Liar’s Dice” di Geethu Mohandas, il cileno “Raiz” di Matias Rojas Valencia, il colombiano “Tierra en la lengua” di Rubén Mendoza, il curdo “The fall from Heaven” di Ferit Karahan, “I resti di Bisanzio” di Carlo Michele Schirinzi e tanti altri.

Tra gli eventi speciali nella piazza centrale di Pesaro “I ponti di Sarajevo” con la partecipazione di molti registi. Il film collettivo, che è già passato in anteprima alò Festival di Cannes, è stato proiettato la scorsa notte in concomitanza con la presentazione a Sarajevo e proprio a distanza di cento anni esatti dall’attentato nella città bosniaca che ha dato inizio alla grande mattanza della prima guerra mondiale. Per l’Italia hanno partecipato i registi napoletani Leonardo Di Costanzo e Vincenzo Marra.

Un momento importante della Mostra di Pesaro è anche l’attenzione al cinema di animazione italiano con particolare attenzione alla Scuola del libro di Urbino. La Scuola, nata nel 1951, ha preparato illustratori e animatori tra i più importanti in Italia. Ricordiamo tra gli altri Magda Guidi che è eutrice della locandina della 50° edizione della Mostra.

Sono stati presentati alcuni dei più interessanti film di animazione italiani come “Pinocchio” di Enzo D’Alò, “L’arte della felicità” di Alessandro Rak, “Robin Hood” di Mario Addis e “Johan Padan e la descoverta de le Americhe” di Giulio Cingoli.

Segnaliamo anche la presentazione dei cortometraggi animati sulla lotta alla tubercolosi di un artista che pochi conoscono e che è tutto da scoprire anche se gran parte delle sue opere, giudicate disfattiste durante il fascismo, sono state purtroppo distrutte.

Si tratta di Luigi Liberio Pensuti che certamente fu u pioniere del cinema di animazione italiano.

E proprio in questi giorni sono stati presentati a Pesaro i cortometraggi sulla lotta antitubercolare, ritrovati dalla Cineteca di Milano e dall’Archivio del cinema d’i9mpresa di Ivrea e restaurati e digitalizzati in collaborazione con l’Istituto Luce e il Cinema ritrovato di Bologna.

A Pensuti, il quotidiano “La Repubblica” del 24 giugno ha dedicato due pagine con un interessante articolo di Mario Serenellini che definisce Pensuti “un anarchico e antifascista ma ingaggiato dal regime”. Un artista dei cartoon che, sempre Serenellini definisce un”Walt Disney nostrano, un grande disegnatore amato e insieme odiato dal duce, censurato ma in alcune occasioni utilizzato dalla propaganda fascista”.

Certamente a Pesaro si fanno delle belle esperienze cinematografiche e auguriamo alla prestigiosa Mostra cinematografica un nuovo inizio oltre i cinquanta anni.

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